Grazie a tutti

Abbiamo ricevuto centinaia di telegrammi, sms, messaggi su blog e Fb… veramente tanti.
E tante sciarpe, vesti e rose rosse, tante canzoni, tante lacrime ma anche tanti sorrisi che ci hanno accompagnato in questi giorni. E' stato molto emozionante, come tutto nella vita di Franca.
Vogliamo ricordarvi uno a uno, e lo faremo presto. Per ora un grazie enorme, un abbraccio a tutti.
GRAZIE!

Dario, Jacopo, Eleonora, Mattea e Jaele.

 

Pubblicato il 2013-06-03 ore 16:24:34  

 

 

 


VIDEO: L'addio di Jacopo Fo a Franca Rame

Il saluto di Jacopo Fo a Franca Rame, Milano 31/05/2013

Questa è la trascrizione del discorso che ho tenuto alla celebrazione di mia madre, Franca Rame.
Ringrazio ancora tutti per l’affetto che hanno dimostrato alla mia famiglia e a me in questo momento.

Grazie a tutti!
Per noi ieri è stata un’esperienza pazzesca: siamo stati due ore e mezza nella camera ardente con tutti questi compagni e queste compagne… e la sensazione… ecco, quello che le persone mi hanno detto è stato soprattutto che mia madre ha sempre fatto qualcosa per gli altri. Quando mia madre doveva spiegare perché si batteva contro le ingiustizie diceva: “Non posso fare altro: bisogna farlo! Non si può lasciare che degli esseri umani vengano trattati così…”.

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Al Piccolo l’ultimo saluto di Milano a Franca Rame

Milano rende omaggio a Franca Rame al Piccolo Teatro, luogo dove iniziò la sua avventura artistica con Dario Fo. Dalle 11 di domani mattina, giovedì 30 maggio, e sino alle 9 di venerdì (quindi anche nella notte) nel foyer del Piccolo Teatro Grassi di via Rovello sarà possibile salutare la straordinaria donna, attrice e protagonista di tante battaglie civili.

Il feretro sarà poi accompagnato per l’ultimo saluto, la mattina di venerdì, al Teatro Strehler di Largo Greppi, dove alle 11 verranno ricordati la vita e l’impegno di Franca.

 

Pubblicato il 2013-05-29 ore 18:37:18


La sedia vuota

franca rame e dario fo

Il luogo non è la casa di Porta Romana a Milano, né un palcoscenico italiano o internazionale, ma la sala riunioni della Libera Università di Alcatraz, situata nella campagna tra Gubbio e Perugia. Il pubblico è formato dai partecipanti al seminario “La voce narrante”, tenuto da Stefano Benni e Umberto Petrin. Ad un certo punto della serata arrivano due anziani coniugi, la donna al braccio del figlio e si siedono tra il pubblico. L’uomo è alto, appesantito dall’età e un po’ curvo, ma i suoi occhi sono vivissimi e saettanti; la donna è fragile, ha il passo incerto, ma la sua bellezza, solo sfiorata dal tempo, persiste dentro un abito luminoso; gli occhi sono protetti da grandi lenti scure e il sorriso che rivolge ai vicini di posto è affascinante. Un affettuoso applauso commenta il loro arrivo. Su invito di Stefano Benni l’uomo si siede su una sedia al centro della sala e comincia a fabulare di contadini, donne e mucche con un suo personale linguaggio, alla fine invita la donna ad avvicendarsi, ma lei è incerta (pare non sia stata bene il giorno prima), dice che non se la sente; il marito e il figlio la sollecitano affettuosamente, tutti i presenti gridano ritmicamente il suo nome e alla fine prende posto sulla stessa sedia del marito e appena questo accade si trasforma magicamente e recita uno dei suoi cavalli, non a caso, di battaglia sull’orgasmo femminile simulato. Scompare la fragilità, l’incertezza, la debolezza fisica, l’avanzare dell’età; la donna e l’attrice fin dalla nascita si danno il cambio davanti al pubblico e proclamano con dignità e fermezza grandi verità, mettono il mestiere al servizio delle idee, commuovono e indignano. Questo accadeva tre anni fa e ora che Franca Rame è morta e ha lasciato quella sedia vuota per sempre e Dario Fo non potrà più chiederle di recitare con, dopo, prima di lui, io penso a quanto mancheranno alle donne e agli uomini del nostro paese la sua voce inconfondibile, la profondità delle sue convinzioni, le sue lotte civili e la bellezza del suo passaggio nelle nostre vite.

31 maggio 2013 di: Clara Margani

Anno: 

Addio anche a te, Franca Rame…

Se n'è andata la signora del teatro, la donna delle battaglie civili, l'attrice che scelse di stare dalla parte della gente comune. Se n'è andata e noi la ricordiamo così, artista dell'utopia

franca rame

 

Non so voi ma io comincio a provare una solitudine pazzesca. In un paio di mesi è scomparsa una generazione di artisti formidabili e tornare anche oggi a scriverne al passato è estremamente doloroso. Franca Rame era Franca Rame, la donna e la diva, espressione di quella cultura autentica vicina ai diritti civili, artista dell’utopia ma soprattutto icona di coraggio. Il resto delle notizie e della carriera ve la sciorineranno in mille salse nei prossimi giorni. Personalmente l’ho ascoltata nei suoi corsi di teatro mentre raccontava come fosse cresciuta in teatro, come si addormentasse nei bauli degli abiti di scena dei suoi genitori, teatranti anche loro. Raccontava, raccontava e spiegava con un filo di voce, convinta che tante esperienze colme di dolore e di gioia, dovevano essere tramandate a ogni generazione.

Continua a leggere l'articolo di Luca Pakarov su rollingstonemagazine.it

Anno: 

The Guardian, Wednesday 29 May 2013 13.06 Franca Rame obituary

Leading Italian actor, playwright and militant leftwing politician who was the wife and professional partner of Dario Fo

franca rame in bianco e nero
In 2006 Franca Rame surprised everyone by standing for parliament. Photograph: Mondadori/Getty Images

Franca Rame, who has died aged 84, was one of Italy's most admired stage performers and playwrights. A leftwing militant, she was elected to the Italian senate in 2006 but resigned within two years, saying the assembly was an icebox of feelings. But Rame was best known as the wife and professional partner of the actor-playwright Dario Fo. In spite of their ups and downs, which they themselves pilloried in a one-act play, Coppia Aperta (The Open Couple, 1982), she remained at his side on stage and off. When Fo received the Nobel prize for literature in 1997, he called Rame his muse and shared the medal with her.
Rame was born in Parabiago, Milan. Her mother, Emilia, was a teacher and a strict Catholic; her father, Domenico, was an actor and socialist militant. She grew up against the God-fearing background of convent schools and the contrasting world of barnstorming theatricals and progressive politics. She made her first appearance on stage in her mother's arms, when she was eight days old. At the age of 18, she began to work in theatres in Milan and had an immediate success in revue. After a few years, she found herself in the same company as Fo, who thought her beyond his reach. She, however, felt attracted to this drab-looking, lanky young man. One evening, she pushed him against a wall backstage and kissed him.
They married in 1954 and their son, Jacopo, was born the following year. Rame and Fo formed a company with other cabaret talents, and she appeared in several films, only one of which is worth remembering – Lo Svitato (The Screwball, 1956), directed by Carlo Lizzani. Fo, who also starred and co-wrote the script, was praised as a promising, Tati-like comedian and she too got good reviews, but the film was a flop and they focused instead on the theatre, which was already offering greater satisfaction. Her lively comedic sense matched her engaging stage presence, so there was always a role for her in Fo's shows, first in cabaret and then in his full-length plays, such as their first hit, Gli Arcangeli non Giocano a Flipper (Archangels Don't Play Pinball), staged in 1959 at one of Milan's largest theatres, the Odeon, where they were to do a new play each season for years to come. Political satire became increasingly prevalent.
In 1962, Fo and Rame were signed as guest stars in co-authored sketches in a popular TV variety show, Canzonissima, but after a few weeks the couple walked out, refusing to accept censorship of their politically slanted jibes. They did not reappear on Italian TV for 15 years, returning instead to the theatre with one of Fo's most successful shows, Isabella, Tre Caravelle e un Cacciaballe (Isabella, Three Sailing Ships and a Con Man), set in Spain in the early years of the inquisition, in which Rame played Queen Isabella, one of her most scintillating performances. There were inevitable topical parallels with the clerically governed Italy of the 1960s.
In 1968, as the movement of dissent in Paris and the US spread to Italy, the pair abandoned the commercial theatre and the financial guarantees that came with their annual seasons, preferring to form a new co-operative group. At first they performed under the auspices of the Communist party, which Rame had joined in; even if Fo's sympathies were closer to the more extreme leftist groups. They played to enthusiastic audiences of mainly workers and students. When I interviewed Fo and Rame for a BBC Arena documentary in 1984, she described how they performed for the workers of a glass factory that was about to close. They arranged for 10,000 glasses to be put on sale at the venue, and the proceeds helped to save the factory.

franca rame e dario fo anomalo bicefalo
Franca Rame, left, with her husband Dario Fo playing Silvio Berlusconi in his satirical play The Two-Headed Anomaly, 2003. Photograph: Alessandra Tarantino/AP

In 1970 they co-founded their own militant theatre group, La Comune, in Milan. She did agitprop pieces such as Fedayin (1971), the takings from which went to the Palestinian Liberation Front. She and Fo based La Comune in the Palazzina Liberty, an abandoned pavilion that became a magnet for Milan's leftist community. There, she starred in Fo's Non Si Paga, Non Si Paga! (Can't Pay? Won't Pay!) as a typical proletarian housewife who leads other women to go looting at the supermarkets. It was Fo's first strictly feminist play and its success encouraged her to write her own sketches, on which he usually collaborated. In 1977 she put the sketches together into a one-woman show, Tutta Casa, Letto e Chiesa (It's All Bed, Board and Church). It became a favourite text for feminist theatre groups and was performed (as Female Parts) by Yvonne Bryceland at the National Theatre in London in 1982.
In 1973 Rame was kidnapped and raped by fascists. Ten years later, she used the experience for a monologue, Lo Stupro (The Rape), which featured in a 1983 workshop she did at the Riverside Studios in London. She caused controversy when she gave a surprise performance of the monologue on a popular family TV programme in Italy. In 1987 she announced on TV that she and Fo were separating. However, they managed to patch up their relationship.
Through the organisation Soccorso Rosso (Red Aid), Rame raised funds to help the families of political prisoners, who were being mistreated in Italian jails. She said in 1984: "I'm not defending prisoners because I think they're poor helpless beings who have been maltreated by an evil society. I just want to defend their right to dignified human treatment." This kind of activity made it difficult for her and Fo to get visas to visit the US, but they eventually travelled there, to a triumphant reception in theatres and universities, in the late 1980s.
In the 90s, Jacopo helped his parents adapt his book Zen and the Art of Fucking as a monologue for Rame, who called it "a comic lesson in love and sexual education". The title was changed to "Sex? Yes please, my pleasure" to appease eventual bigots who anyway tried unsuccessfully to stop its performances at the Milan Piccolo Teatro. Just as audiences in the post cold war world were perhaps beginning to tire of the political theatre genre, Fo's Nobel prize brought him and Rame back into the limelight. They gave most of the Nobel money to charity. At the Stockholm ceremony they, accompanied by Jacopo, seemed a distinguished bourgeois family being received by royalty rather than the band of anarchists of their public image. It was endearing without seeming incongruous or hypocritical. They had a right to feel pleased with themselves.
Fo and Rame continued to do plays, including L'Anomalo Bicefalo (The Two-Headed Anomaly, 2003) – not perhaps one of Fo's masterpieces but a timely and witty fantastical satire about a political rally in Sicily, where there is an assassination attempt on Vladimir Putin and Silvio Berlusconi. The latter recovers when surgeons give him what is left of Putin's brain. Berlusconi's then wife, Veronica, played by Rame, has to explain to him who he was, with hilarious results. The real Veronica saw the play and complimented Rame, much to Berlusconi's dismay.
In 2006, Rame surprised everyone by standing for parliament. She was elected to the senate for the Italia dei Valori (Italy of Values) party of Berlusconi's enemy, the former magistrate Antonio Di Pietro. When she resigned, she ran notices in Italian newspapers to explain why she felt frustrated by the experience. "This has been the most strenuous and hard-going period of my life," she wrote. In the summer of 2006, Rame appeared on stage in Verona in Fo's Peace Mom, dedicated to Cindy Sheehan's protest after her son's death as a US soldier in Iraq.
In her later years, she helped to preserve Fo's archives and to stage his public performances devoted to artists including Caravaggio. In 2009, Fo published a biography of Rame and she acted with him in a play about Aurelius Ambrosius, the patron saint of Milan, to whom they also dedicated a handsome book. They had been due to appear in a new collaboration, Una Callas Dimenticata (A Forgotten Callas), at the Arena in Verona this summer.
She is survived by Dario and Jacopo.
• Franca Rame, actor and playwright, born 18 July 1928; died 29 May 2013
                          John Francis Lane


L'actrice Franca Rame, épouse du Nobel Dario Fo, est décédée

Le point  du 29/05

L'actrice et féministe italienne Franca Rame, épouse et partenaire depuis plus d'un demi-siècle du prix Nobel de la littérature Dario Fo, est décédée mercredi à l'âge de 83 ans, ont rapporté les médias.
A la nouvelle de son décès, le Sénat a observé une minute de silence en ouverture des travaux.
Née le 18 juillet 1929 dans la région de Milan (nord) dans une famille d'acteurs et d'artistes, liée au théâtre des marionnettes, elle entame sa propre carrière artistique en 1950.
Elle épouse en 1954 Dario Fo, écrivain, dramaturge et acteur, prix Nobel de la littérature en 1997. Débute alors entre les deux une collaboration ininterrompue dans l'art et la politique.
Les deux mettent sur pied en 1958 la compagnie théâtrale "Dario Fo et Franca Rame company" : lui est écrivain et metteur en scène, elle actrice et administratrice.
Les deux s'engagent activement dans les années 60 et 70 dans des mouvements gauchistes et féministes. Franca Rame sera brièvement enlevée par des militants d'extrême-droite en 1973, subissant à cette occasion violences physiques et viol.
Ces agresseurs n'ont jamais été condamnés définitivement en raison d'une prescription intervenue après 25 ans.
Elle a évoqué cette expérience dans une pièce écrite par elle-même en 1981, "Le viol".
Franca Rame avait été élue en 2006 sénatrice du parti Italie des valeurs (IDV) de l'ex-juge anti-corruption Antonio Di Pietro, mais avait ensuite abandonné la chambre haute en 2008, frustrée par l'inertie du système politique italien.


Mort non accidentelle d’une artiste

Bruno Fella
Mis en ligne le 30/05/2013

Femme de théâtre, femme d’engagements, femme de Dario Fo, Franca Rame s’est éteinte.

Théâtre Evocation
Quand j’étais petite, sept, huit ans, j’avais une pensée qui m’exaltait : mourir." Franca enfilait alors son bel habit de taffetas lilas à l’ourlet doré cousu par les blanches mains de sa mère. Elle s’allongeait sur son lit, un rosaire courant entre ses doigts, un sourire paisible aux lèvres sous un voile blanc et fermait les yeux. Las, aucun public, Franca Rame perdait son calme, puis culpabilisait, écrivait-elle dernièrement au journal "Il Fatto Quotidiano". Ce mercredi matin, elle n’a pas rouvert les yeux.
Forcément, Franca Rame est une actrice précoce, car enfant de la balle. Née en 1929 à Villastanza en Italie, à peine huit jours de vie, elle était déjà sur les planches pour jouer un nouveau-né. Ce métier, elle ne l’a pas choisi, pourtant elle l’a bel et bien embrassé, jusqu’à épouser un grand échalas d’acteur, trop timide pour la courtiser. En 1954, Franca Rame le pousse contre un mur et d’un baiser fougueux débute son aventure amoureuse, théâtrale et politique avec Dario Fo.
En 1958, le couple fonde la compagnie théâtrale "Dario Fo - Franca Rame". Le succès est au rendez-vous, au point de les voir présenter en 1962 une émission phare de la télévision, "Canzonissima". Mais le duo dérange, dénonce dans ses saynètes. Là où la censure s’annonce, ils claquent la porte et retournent sur scène où leur commedia dell’arte a des accents éminemment politiques. Communistes, un temps, ils virent plus à gauche et s’immergent dans le vent de changement de 1968. Le couple refuse alors le théâtre subventionné pour tenter l’aventure coopérative en fondant le collectif Nuova Scena, puis La Commune. Les satyres, dont "Mort accidentelle d’un anarchiste", s’enchaînent sous le regard malsain de la police et les vivats de publics bigarrés dans des usines ou écoles occupées. Ils font du bruit sur le terrain de bataille des extrêmes gauche et droite de l’Italie de plomb. Trop de bruit.
"Allez bouge, pute : tu dois me faire jouir !" Ce soir du 9 mars 1973, un fourgon ralentit près de Franca Rame. Cinq hommes l’utilisent, en font leur cendrier, y aiguisent leurs lames. Des néofascistes, envoyés en mission par des carabiniers soucieux du "péril rouge". Il n’y aura pas de justice, la prescription enterrera l’affaire 25 ans plus tard. Il y aura d’abord le silence, puis un texte, cru, "Le Viol". Cette voix des femmes n’a pas cessé de lutter, faisant des paroles des armes pour tuer cette idée de la femme objet, notamment dans "Récits de Femmes" écrit en collaboration avec son époux nobellisé en 1997.
Son engagement la porta brièvement à rentrer en politique. Elue au parlement italien en 2006, Franca Rame démissionna pourtant deux ans plus tard, incapable de supporter les compromis. Fragilisée depuis une attaque l’an passé, elle se déplaçait en chaise roulante et se lamentait de ne pas avoir de projets, sinon des funérailles : "Des femmes, plein de femmes, toutes celles que j’ai aidées, des proches, amies ou ennemies vêtues de rouge qui chantent ‘bella ciao’."


La Croix du 30/05/2013

Franca Rame, le souffle de la révolte et de la liberté
Grande figure populaire de la scène contestataire, l’actrice est décédée, le mercredi 29 mai, à 83 ans.

franca rame

ANDREAS SOLARO / AFP
Franca Rame lors d’une manifestation en 1997.
Comparse du prix Nobel de la littérature 1997, Dario Fo – son époux depuis 60 ans –, elle avait été, avec ce dernier, à la pointe de tous les combats politiques et féministes.

L’enfant de la balle
Née le 18 juillet 1929 à Parabiago, dans la région de Milan, Franca Rame est une enfant de la balle. Les origines de sa famille remontent au XVIIe siècle de « burattinis » et au XVIIIe de la commedia dell’arte. Ses parents sillonnent l’Italie de Mussolini, à la tête d’une troupe de théâtre ambulant.
Franca Rame se formera à leur école, débutant sur la scène quelques jours à peine après sa naissance, aux côtés, ou plutôt dans les bras de sa mère, dans un drame. Plus tard, au fil des haltes dans les villes et les villages, elle passe de pièces historiques sur Galilée et Giordiano Bruno à Shakespeare, Tchekhov, Pirandello…

La rencontre avec Dario Fo
Au lendemain de la guerre, Franca Rame rencontre Dario Fo, étudiant aux Beaux-arts passé à l’écriture de sketchs satiriques qu’il interprète à la radio et dans les cabarets. Ils ne se quitteront plus. Mariés en 1954, ils fondent diverses compagnies, dont, en 1958, la Compagnia Dario Fo-Franca Rame. Il en est le dramaturge, auteur, metteur en scène. Elle en est l’administratrice. Tous deux en demeurent les principaux acteurs, créant régulièrement de nouvelles farces et comédies.

Un théâtre de rire et de combat
Arrive 1968. Comme le reste de l’Europe, l’Italie entre en effervescence. Les manifestations se multiplient, la contestation s’amplifie, les heurts se succèdent. Ponctuées d’attentats sanglants signés par l’extrême droite ou les Brigades rouges, les années s’annoncent de « plomb ».
Plus proches des gauchistes que du Parti communiste, Franca et son époux s’inscrivent naturellement dans ce mouvement. Fondateurs des collectifs Nuova Scena, puis, en 1970, La Comune, ils sont les fers de lance d’un théâtre de combat et d’intervention, parti à la « rencontre du peuple ».
Abandonnant les institutions, ils jouent dans les usines et les salles des fêtes, les hôpitaux et les foyers de travailleurs. Ils versent leurs recettes aux associations, soutiennent les ouvriers en grève.
De Mystère Bouffe à Mort accidentelle d’un anarchiste, en passant par Faut pas payer, ils dénoncent pouvoir et argent, capitalisme et injustice sociale. Plusieurs de leurs spectacles seront interdits ou censurés. Portés toujours par la farce et un rire hénaurme, ils s’avèrent d’une violence ravageuse.

Le viol
En 1973, Franca Rame entre au Secours rouge, une organisation gauchiste d’aides aux prisonniers. Elle publie aussi un livre sur la réalité des prisons. Un commando néofasciste, soupçonné d’avoir été manipulé par des policiers, l’enlève. Elle est torturée et violée. Huit ans durant, elle taira, même à son mari, ce qui s’est passé. Pour se libérer du poids de cette « honte » comme elle le dira, elle passera par le théâtre avec Viol, une pièce qu’elle a écrite et interprètée elle-même.
Élue en 2006 au Sénat sous la bannière de l’ex-juge anti-corruption Antonio Di Pietro, Franca Rame démissionne deux ans plus tard, fustigeant l’inertie du système politique italien. Mercredi, à l’annonce de son décès, les sénateurs ont observé, en son hommage, une minute de silence.

DIDIER MÉREUZE


Théâtre. Décès de la comédienne italienne Franca Rame, épouse de Dario Fo

Théâtre mercredi 29 mai 2013

L’actrice et féministe italienne Franca Rame, épouse et partenaire depuis plus d’un demi-siècle du prix Nobel de la littérature Dario Fo, est décédée mercredi à l’âge de 83 ans.
Franca Rame, née le 18 juillet 1929 dans la région de Milan, avait épousé en 1954 Dario Fo, écrivain, dramaturge et acteur, prix Nobel de la littérature en 1997.
Le couple avait mis sur pied en 1958 la compagnie théâtrale « Dario Fo et Franca Rame company » : lui était écrivain et metteur en scène, elle actrice et administratrice.
Franca Rame et Dario Fo s’étaient engagés activement dans les années 60 et 70 dans des mouvements gauchistes et féministes. Franca Rame avait été brièvement enlevée par des militants d’extrême-droite en 1973, subissant à cette occasion violences physiques et viol.
En 2006, elle avait été élue sénatrice du parti Italie des valeurs (IDV) de l’ex-juge anti-corruption Antonio Di Pietro, mais avait ensuite abandonné la chambre haute en 2008, frustrée par l’inertie du système politique italien.


Mort de Franca Rame, épouse de Dario Fo

Par Lefigaro.fr avec AFP
Mis à jour le 29/05/2013 à 18:40
Publié le 29/05/2013 à 18:35

L'actrice et féministe italienne Franca Rame est décédée aujourd'hui à l'âge de 83 ans. Elle était l'épouse et partenaire depuis plus d'un demi-siècle du prix Nobel de la littérature Dario Fo.

Née le 18 juillet 1929 dans la région de Milan (au nord de l'Italie) dans une famille d'acteurs et d'artistes, liée au théâtre des marionnettes, elle entame sa propre carrière artistique en 1950. Quatre ans plus tard, elle épouse Dario Fo, écrivain, dramaturge et acteur, prix Nobel de la littérature en 1997. Débute alors entre les deux une collaboration ininterrompue dans l'art et la politique.

Ensemble, ils mettent sur pied en 1958 la compagnie théâtrale "Dario Fo et Franca Rame company" : lui est écrivain et metteur en scène, elle actrice et administratrice. Les deux s'engagent activement dans les années 60 et 70 dans des mouvements gauchistes et féministes.

Franca Rame sera brièvement enlevée par des militants d'extrême-droite en 1973, subissant à cette occasion violences physiques et viol. Ces agresseurs n'ont jamais été condamnés définitivement en raison d'une prescription intervenue après 25 ans. Elle a évoqué cette expérience dans une pièce écrite par elle-même en 1981, Le viol.

Franca Rame avait été élue en 2006 sénatrice du parti Italie des valeurs (IDV) de l'ex-juge anti-corruption Antonio Di Pietro, mais avait ensuite abandonné la chambre haute en 2008, frustrée par l'inertie du système politique italien.


Mort de Franca Rame, âme sœur de Dario Fo

Enfant de la balle, la compagne du prix Nobel a écrit toute sa vie, fut de tous les combats politiques de la gauche italienne et dut même un jour maudit le payer très cher.
Franca Rame, épouse et compagne artistique de Dario Fo depuis quelque soixante ans, est morte hier à Milan, à l’âge de quatre-vingt-trois ans. Sitôt connue la nouvelle, une minute de silence a été observée au Sénat italien, où elle avait été élue en 2006 sur la liste du parti Italie des valeurs (IDV), créé par le juge anticorruption Antonio Di Pietro. Elle avait démissionné de son mandat deux ans plus tard, furieuse de ce qu’elle nommait l’inertie de cette institution. Sacré caractère, Franca Rame, très belle femme à la tête politique et au cœur chaud, enfant de la balle dotée d’un fort talent d’écriture, apporta dans la corbeille de ses noces avec le futur prix Nobel de littérature (en 1997) le savoir-faire et le culot d’une dynastie de comédiens ambulants de la vallée du Pô. Ensemble, Franca et Dario créèrent dès les années 1950 – auxquelles succédèrent les années de plomb des attentats et des usines en grève – des farces politiques féroces, qu’on continue de monter un peu partout, parfaits exemples d’un théâtre libertaire qui n’a peur de rien ni de personne. Pensons à Mort accidentelle d’un anarchiste (1970) ou encore à Faut pas payer, quatre ans plus tard. Ils jouent en plein air, ou dans des granges, des hangars désaffectés. Le peuple se presse autour d’eux. Dario Fo sans Franca Rame est impensable tel qu’on le connaît. On peut imaginer d’ici la violence de son chagrin. Il y a eu dans leur vie une épreuve terrible, à la hauteur en somme de leur popularité magnifique de lutteurs de classe dans le domaine de l’art. En 1973, Franca Rame fut enlevée par un groupe de cinq fascistes masqués. Ils la violèrent trois quarts d’heure durant, tout en l’accablant des plus obscènes injures. On a su plus tard, bien trop tard, que ces hommes faisaient partie du corps des carabiniers et que dans leur caserne le général se frottait les mains à la seule pensée que ses subordonnés puissent avoir commis un tel crime. Vingt-cinq ans après, quand on connut la vérité, 
il y avait prescription ! Franca Rame, après s’être tue, se résolut – cinq ans après le cauchemar vécu – à sortir du silence, avec une pièce, le Viol, qu’elle eut le courage d’interpréter en personne. L’Italie vient de perdre une artiste sans peur, qui n’hésita jamais à choisir la cause du peuple.

Jean-Pierre Léonardini